Libero professionista, Traduzione

Quando il cliente non paga

Siamo sinceri: se potessimo non lavorare 5 giorni su 7 e impiegare queste 40 ore settimanali a coltivare le nostre passioni, pisolini inclusi, non ci penseremmo due volte, è chiaro. Altrimenti, non esisterebbero Lotteria Italia, Superenalotto e Gratta e vinci (ma “vinci” quando?).

Purtroppo, però, la maggior parte di noi è obbligata a lavorare per guadagnare qualcosa. Perché di questo si tratta: lavori e, in cambio, il tuo datore di lavoro ti paga uno stipendio a fine mese.

Nel caso in cui tu sia un libero professionista, un autónomo qui in Spagna, lavori, emetti la fattura corrispondente, la invii al cliente e aspetti fiducioso che entro dei tempi ragionevoli il cliente paghi ciò che è dovuto.

Il ragionamento fila, no? No, evidentemente no.

Perché, sebbene fortunatamente la maggior parte dei clienti rispetti in linea di massima, settimana più settimana meno, la scadenza della fattura, esiste una buona fetta di clienti che, probabilmente, credono che tu faccia il tuo lavoro per hobby e che in realtà di quei soldi puoi anche fare a meno. O che, comunque, per te sia la stessa cosa ricevere il pagamento a un mese dalla consegna del lavoro o a un semestre da questa.

Peccato che nel frattempo tu per quelle fatture non pagate stia versando le tasse e che al padrone di casa, al quale scrupolosamente versi la somma dovuta ogni santo mese, interessi pressocché nulla dei tuoi clienti morosi.

Dunque, cari clienti, sappiate che ritardare di diversi mesi un pagamento ad un autónomo compromette, a volte anche seriamente, la sua vita quotidiana, perché questa persona, non essendo un’azienda, nella maggior parte dei casi, lavora, appunto, autonomamente. Non bisogna certo essere Mago Merlino per riuscire ad immaginare che, avendo lavorato per voi circa due/tre settimane in un mese, non può aver emesso molte altre fatture per quel periodo. Se voi, quindi, ritardate senza scrupoli il pagamento, probabilmente lo state lasciando senza entrate, ma sempre con due figli a carico, un affitto da pagare, bollette a volontà e “anche quest’anno andremo dai nonni in Sicilia l’anno prossimo” (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti e a me prossimi è del tutto casuale, per carità!).

Come fare, dunque, a sopravvivere?

Ecco, adesso è quando scoprite che questo non è uno di quei blog che dispensano consigli, ma, piuttosto, una richiesta d’aiuto.

In ogni caso, tre cose possono risultare utili ai fini della sopravvivenza:

  1. La cara vecchia santissima pazienza
  2. Qualche risparmio sfuggito ai saldi e alle promozioni di ibs.it
  3. Ricordare con stile ai tuoi debitori che quel pdf in allegato contenente qualche numero non era spam

In realtà, però, ciò che davvero funziona in questi casi è andare alla ricerca di clienti nuovi, sperando, così, di poter abbandonare i vecchi scrocconi.

Perché bisogna sempre ricordare che siamo liberi e professionisti.